La serie si è chiusa sul 91-86 in gara-4 e con essa si è chiusa anche qualcosa di più grande: due anni di pallacanestro biancoblù che hanno ridefinito verso l'alto ogni aspettativa sulla Germani. Non è una sconfitta qualunque, e non è nemmeno una sorpresa. È la terza eliminazione consecutiva che arriva con l'esito più prevedibile: il tricolore se lo va a giocare la squadra costruita esplicitamente per vincerlo, senza alibi e senza scuse — con l'Eurolega da farsi perdonare sullo sfondo. Gli uomini di Cotelli hanno incrociato la squadra più forte nel momento peggiore: l'infortunio di Burnell tra mercoledì e gara 4 ha fatto crollare le quotazioni della Germani, togliendo alla Leonessa una pedina decisiva proprio quando serviva di più. Come riporta BresciaOggi, Milano ha dettato legge fin dall'inizio, controllando ritmo e flusso senza mai cedere il comando. La Germani ha trovato un guizzo solo quando il traguardo era già fuori portata: 23-29 nell'ultimo parziale, un sussulto d'orgoglio che non ha cambiato il verdetto ma ha detto qualcosa sul carattere di questo gruppo. Due anni che resteranno nella storia della Leonessa. Quello che lascia questa stagione — e quella precedente — va oltre il risultato di una serie. Sotto la guida di Peppe Poeta prima e di Matteo Cotelli poi, Brescia ha collezionato 43 vittorie tra i due campionati, un terzo e un secondo posto in regular season, una finale scudetto e una semifinale play-off. Un ciclo breve ma intenso, che ha alzato l'asticella per chiunque verrà dopo. Anche in gara 4, giocata al Forum, gli 800 tifosi bresciani che hanno risposto alla chiamata degli Irriducibili hanno riempito il loro spicchio di spalti e non hanno smesso di spingere fino all'ultimo secondo. Adesso Brescia torna a casa con un patrimonio di gioie, imprese e risultati che un'intera tifoseria ha vissuto come un regalo inatteso. E con la consapevolezza che, da qui, si riparte per costruire qualcosa di diverso.